I libri della mia infanzia e della mia prima adolescenza. Sono quelli che non dimenticherò mai e che mi hanno cambiato per semprev la vita.
I libri che mi hanno accompagnato fino all’adolescenza. Sono quelli impressi nei mei ricordi, quelli che non dimenticherò mai e che mi hanno cambiato per sempre la vita.

Mi chiamo Valentina e nella vita ho due grandi passioni: la musica e la lettura. 

La musica è diventata la mia professione: ho studiato in Conservatorio a Torino e oggi sono pianista accompagnatrice per la danza di una nota fondazione milanese. La lettura invece è ciò che ha accompagnato tutto il resto, fin da quando ero piccolissima. 

I primi ricordi che ho sono quelli di mia madre che legge per me e i miei fratelli. Mi ricordo in modo particolare i volumi di fiabe rilegati dell’Einaudi. Le Fiabe del focolare dei fratelli Grimm, le Fiabe italiane raccolte da Italo Calvino… volumi che oggi sono da collezione per me erano uno scrigno pieno di emozioni inaspettate. Li sfogliavo senza saper leggere, ma ripetendo a memoria le parole che diceva mia madre ogni sera quando mi metteva a dormire e questa cosa mi faceva sentire grande e capace: leggevo anch’io! 

Mi ricordo poi il primo libro che mi hanno regalato quando ho iniziato ad andare a scuola: “Le avventure di Pinocchio”. Con la figura di Geppetto che accende il fuoco nella pancia della balena. Chissà che fine ha fatto…  

Mia madre era professoressa di matematica e scienze alle medie in un piccolo paese del Monferrato; vicino alla scuola c’era una di quelle edicole/cartolerie che vendono un po’ di tutto e che aveva una piccola sezione dedicata ai libri, in particolare per ragazzi, in particolare classici. Erano quei volumi di fine anni ’80, primi anni ’90, con le copertine rigide cartonate e di solito tutte le illustrazioni raccolte nella parte centrale. Mia madre me ne prendeva uno nuovo ogni sabato quando tornava a casa. Così alle elementari mi sono letta tutte le storie dei bambini più sfigati della letteratura: “Senza famiglia”, “I ragazzi della via Pal”, “Il piccolo Lord”, “La piccola principessa”, “Pattini d’argento”, “Pollyanna”… insieme ad alcuni grandi classici di autori immortali come “Piccole donne” (e successivi), “Le avventure di Tom Sawyer”, “Il giardino segreto”, “Oliver Twist”… i miei temi delle elementari pullulavano di enfasi pietista e orfani. 

E poi ricordo le case piene di libri dei miei nonni e della mia prozia. Case con regole abbastanza severe per i bambini, in cui erano vietate molte cose, ma non l’accesso ai libri. Sui libri non c’erano divieti, potevamo prendere quello che ci incuriosiva di più dagli scaffali. Certo, a volte ci veniva detto: << Questo non è adatto alla tua età, prova a leggere quest’altro>> o frasi simili, ma se insistevamo ce lo lasciavano: al massimo non lo avremmo capito e lo avremmo abbandonato. 

Così per me, crescendo, la lettura è diventata una fantastica alleata, non mi ha mai intimorito. Era uno strumento di conoscenza, uno svago, una fuga, una ribellione, una sfida. Ancora oggi il momento in cui allungo la mano per prendere un libro mai aperto è un’emozione unica, una sensazione che è una vera e propria dipendenza. 

Leggere mi ha aiutato a crescere e a dare una direzione alla mia vita, mi ha aiutato quando ero una studentessa in crisi, quando sono stata lasciata, quando ho dovuto elaborare il lutto per mia madre; molto più spesso ancora mi fa semplicemente stare bene quando ne ho bisogno. In questo senso posso dire che ho sempre considerato i libri un’opportunità da cogliere e, ora che sono adulta, per esempio, nella mia quotidianità sono l’opportunità preziosa di restituire valore al tempo, di creare uno spazio protetto, puro, in cui non entrano i pensieri, le incombenze, le preoccupazioni, i ritardi, gli orari, la performance… 

Dico sempre che leggere per me è come meditare: il rito di prendere un libro, aprirlo, creare un vero e proprio “set” per la lettura (quando possibile) distende corpo e mente, mi permette di ritrovare una connessione alta col pensiero, una me rinnovata. A volte posso leggere ore su un divano, a volte solo dieci minuti in treno, a volte leggo una pagina e poi sono troppo stanca per continuare. Non importa: ogni istante di lettura consapevole è un privilegio enorme; ogni libro letto aggiunge qualcosa alla mia vita, amplia il mio mondo. 

Non leggo qualsiasi cosa, ho dei gusti. Amo la buona letteratura, mi interesso di tematiche di genere, sono appassionata di letterature africane, ho una predilezione per la piccola/media editoria italiana perché sono convinta che racchiuda professionalità altissime e permetta di scoprire autor3 local3 ed ester3 di grande pregio. I classici sono sempre un faro, ma so esaltarmi per l3 contemporan3 e la sperimentazione quando è sorretta da un’idea forte.

Per me è importante condividere la mia passione e quando posso consiglio libri a chi me lo chiede, a volte li regalo anche, se so che sono graditi. 

Durante il primo Lockdown ho iniziato a partecipare a dei gruppi di lettura online perché mi è venuto naturale ricercare il contatto umano attraverso i libri, mi sembrava la cosa più intima da poter condividere nel momento in cui si diffondeva l’hashtag #restiamoumani. Restiamo umani? Perfetto! Allora leggiamo insieme. 

Quando tutto ha riaperto i gruppi di lettura li ho cercati in presenza, ho conosciuto persone, stretto amicizie, avviato progetti: una pagina Instagram, poi un podcast in coppia con un’amica scrittrice. Adesso, anacronisticamente, ho deciso di espandermi con un blog, che fa tanto 2010. Bello. Vintage. 

Non so chi mi leggerà o avrà voglia di condividere con me la sua passione per la lettura, ma posso dirvi che qui ogni mondo è il benvenuto. 

Vi aspetto. 

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